lunedì 10 agosto 2015


INCEPTION



Nuova, avvincente, immaginaria prova di creatività del noto regista Cristopher Nolan, autore già di due film diventati cult (“Memento”,”Il cavaliere oscuro”). “Inception”, cioè innesto, è la parola chiave di questo film fantascientifico dove in un futuro probabilmente prossimo (non ci sono infatti riferimenti temporali) si muovono gli “estrattori”, uomini capaci di entrare nella mente altrui attraverso un circuito che collega l’estrattore durante il sogno.
Effetti speciali entusiasmanti e una tensione mai finita sono solo la cornice di questo film che conduce lo spettatore in un viaggio, attraverso l’espediente continuo del sogno, dentro la vita personale di Cobb (Di Caprio), l’estrattore più bravo, ma che cela in sé una verità che non vuole rivelare, rendendolo preda del rimorso che prende la forma di ricordi (bellissima l’immagine della prigione nella sua mente nella quale cerca vanamente di rinchiudere la verità che lo angoscia) o “proiezioni” da cui è inseguito proprio nel corso delle missioni di “estrazione”, rendendo il proprio compito e della squadra con cui lavora ancora più pericoloso. Ma questo suo mondo personale viene scoperto da un nuovo membro della squadra, “l’architetto del sogno”, una ragazza brillante (Ellen Page) che entra in gioco per aiutarli a effettuare “l’innesto” di un’idea in un uomo allo scopo di convincere quest’ultimo ad abbattere l’impero finanziario del padre. Arianna (Ellen Page), invade il mondo privato di Cobb accompagnandolo in un viaggio dentro di sé, fino al termine della lotta che lo anima tra la tentazione di rimanere per sempre nella dimensione fittizia e decadente del sogno (il mondo costruito da lui e sua moglie nel loro sogno insieme che va in pezzi) a causa del rimorso, e il desiderio di restare ancorato alla realtà.
Di nuovo entusiasmante (aveva già colpito in Memento) la capacità del regista di fare di questo film un vero e proprio puzzle che lentamente si forma e regala allo spettatore un autentico spettacolo di ingegno.
La missione è un viaggio che approfondisce le potenzialità dell’ Inception, ma soprattutto l’occasione per Cobb di ritrovare sé e chi ama e finalmente essere libero, libero anche di decidere.
Voto: un film da 9, dialoghi sintetici e frasi chiave ricorrenti, la forza espressiva è soprattutto nella grande bravura degli attori, effetti speciali migliori di "The dark knight".

REGIA: Christopher Nolan
SCENEGGIATURA: Christopher Nolan

DATA: 2010









500 days of Summer


Questa commedia di Marc Webb racconta dell’incontro “tra un lui ed una lei”: Tom e Sole.
Dal loro rapporto emerge la consistenza di entrambi , che  nei 500 giorni insieme opera una lenta ma decisiva separazione.
Lei è un tipo che si nota, originale ma totalmente imprevedibile.
Lui è sincero: nei gesti, nelle sue reazioni, nelle domande che pone a lei e soprattutto nell’interesse per lei; si pone come un uomo che non teme alcun aspetto della sua personalità, né sente il bisogno di  reprimere la sua tristezza o delusione profonda di fronte alle risposte e all’atteggiamento di lei, che non crede che la vita vada presa seriemente, respinge la tristezza e sente che commuoversi la fa sentire stupida.
Sole si  trova ad affrontare l’intuizione che la vita e il rapporto affettivo richiedono anche serietà; schiva il problema e così schiva lui. Ma a che risultato porta la posizione di Sole? E a quale diverso punto giunge invece Tom, semplicemente rispondendo al bisogno di essere seriamente voluto bene? Attraverso un crescendo di situazioni più o meno piacevoli, che troppo bene descrivono l’umanità dei due, il regista formula la risposta nelle ultime due scene del film e pone allo spettatore il diverso corso che prendono le due vite…

Da vedere.





lunedì 1 giugno 2015

MAD MAX FURY ROAD, who is really mad?


Il motore della blindocisterna ruggisce, fa sentire i suoi 20000 cavalli al deserto e al corteo di moto che danzano intorno a lui, i cavalieri a due ruote spietati tra le dune del deserto disegnano archi sopra il drago mastodontico lanciando su di esso granate per fermare la sua corsa folle.
La musica cresce. Cinema allo stato puro.
È questo e molto altro l'ultimo capolavoro di George Miller.
Il mondo è desertificato e quel che resta dell'umanità si è organizzato in clan tribali, dalla gerarchia tirannica.
Un giorno come altri, da uno di questi clan inizia una corsa diversa dal solito, una blindocisterna con l'ordine di fare rifornimenti di gasolio nella città del petrolio "gas Town" cambia la rotta, si dirige ad est, verso l'ignoto.
Furiosa (una cruda e splendida Charlize Theron) la guida e porta con sé un equipaggio insolito.
È l'inizio di un viaggio che dura tutto il film, un film senza quasi un attimo di tregua, che sorprende sia per la cura, quasi ossessiva dei particolari, sia perché riesce in un film dal ritmo serrato a narrare una storia di grande bellezza.
Non è infatti solo estetica il film di Miller, ma la storia di uomini e donne che si ritrovano ad essere compagni di viaggio in un mondo che sembra non avere più niente da offrire eppure sentono che una risposta alla loro sete di giustizia, e di un futuro più umano deve esserci.
È la storia di Max, perseguitato dai fantasmi di coloro che avrebbe voluto salvare ma non ha potuto, sopraffatto da questi fantasmi nella sua solitudine incontra le donne che sanno di non essere ingranaggi del potere ma madri libere che vogliono un futuro da uomini per i loro figli, (non da "emivite") solo con loro non è più perseguitato dai suoi fantasmi e può vivere nel presente.
È la storia di Furiosa, in cerca di Redenzione, e di Nex, un'emivita che ancora non sa per cosa vale davvero la pena vivere.
C'è forse una scelta registica ad un certo punto del film, poco dopo l'inizio, che è guidata da un piccolo imprevisto, e per quel piccolo imprevisto il film racconta proprio la storia di Nex, l'emivita che avrebbe potuto non continuare il viaggio e invece lo continua, per fare una scoperta..
Imperdibile.